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RETIRO – Progetto vincitore di Presente Futuro 2017

GuarinoLuciaLa Commissione giudicatrice del Festival PresenteFuturo 2017, formata da Daniela Cecchini, Giudo Di Palma, Nicola Fano, Atxarte Lopez de Munian, Beno Mazzone, Jean-Pierre Sag, Guido Valdini e Toméo Verges, dopo aver attentamente valuto le proposte del festival e dopo aver apprezzato il generale alto livello di ideazione dei progetti presentati, ha deciso all’unanimità di conferire il premio previsto nonché di fare due segnalazioni riferite a due performance particolarmente interessanti. Inoltre, dopo una lunga discussione, la Commissione ha deciso di puntare soprattutto sulla qualità artistica e la potenzialità dei progetti, ma è stata comunque colpita positivamente dalla ricchezza delle proposte con un forte segno politico e di denuncia, presenti nel festival.

La Commissione giudicatrice, dunque, segnala all’attenzione generale lo spettacolo Morning sun, coreografia di Perrine Valli con Marthe Krummenacher e Perrine Valli: si tratta di un esperimento concettuale che deliberatamente raggela l’emotività del pubblico, cercando di farlo entrare in rapporto diretto con il proprio cervello e la sua struttura binaria.

La Commissione giudicatrice, poi, segnala all’attenzione generale lo spettacolo Un po’ di più di Lorenzo Covello e Zoé Bérnabeu, con Lorenzo Covello e Valentina Cortese: una performance di teatro danza con un forte spessore poetico, che riflette in modo intelligente su un tema apparentemente semplice ma universale come l’amore.

La Commissione giudicatrice, infine, ha ritenuto di assegnare il premio PresenteFuturo 2017 allo spettacolo Retiro, concetto e coreografia di Lucia Guarino: si tratta di una performance di grande rigore tecnico ed emotivo, in quanto tale in grado di dialogare con la grande produzione contemporanea. Si tratta di uno spettacolo che cerca di identificare nuovi linguaggi espressivi (anche andando oltre la danza tout court) e che esprime con precisione il senso della lotta costante di una donna con il proprio corpo e con il proprio spazio. Come se corpo e spazio fossero dei limiti da valicare costantemente per stabilire un più profondo contatto con se stessi.