TheVortexAgitator

The Vortex Agitator

The Vórtex Agitator
23 maggio 2017, ore 21h15
Presente Futuro 2017, Teatro Libero Palermo

Martedì 23 maggio ha avuto inizio la dodicesima edizione di Presente Futuro, festival internazionale di arti performative organizzato dal Teatro Libero di Palermo. Ad aprire la rassegna, una prima assoluta in Italia: The Vórtex Agitator, performance ideata, diretta e interpretata dalla madrilena Cris Blanco.

THE VÓRTEX AGITATOR

prima nazionale

spettacolo in spagnolo con soprattitoli in inglese
di e con Cris Blanco
assistenti Oscar Bueno e Anto Rodríguez
screenplay Cris Blanco, Oscar Bueno, Rubén Ramos
musica Oscar Bueno e Cris Blanco
luci Jorge Dutor e Ignasi Solé
costumi e materiale di scena Anto Rodríguez, Oscar Bueno con la collaborazione di Jorge Dutor e Elena Nogueira
diseño cartel Roger Adam
Compagnia Cris Blanco Barcelona/Madrid

Coproduzione Fuga.es, TNT-Terrassa Noves Tendències escèniques/CAET,
Mercat de les Flors/El Graner, La Casa Encendida y BUDA Arts Center, Kortijk
Con il supporto di Artistas en residencia da CA2M y La Casa Encendida, Hangar.com,
Apuntes en sucio de Teatro Pradillo y Espacio práctico.

In scena c’è un telo bianco per videoproiezioni. Le luci si abbassano e lo schermo si anima: in primo piano si vede la mano insanguinata di uno zombie che attraversa Piazza Marina, si dirige verso il Teatro Libero e ansima in modo animalesco tentando di entrare. Il video si interrompe bruscamente e in scena irrompe una figura bizzarra: una sorta di supereroe mascherato in tuta blu e gonnellina rossa. Le iniziali AV che porta sul petto non lasciano spazio a equivoci: si tratta dell’Agitador Vórtex. Ma chi è?

Quello che in inglese viene chiamato “vortex mixer” è uno strumento utilizzato nei laboratori chimici per miscelare sostanze liquide, solide o gassose. E che cosa ha a che fare con lo spettacolo? Tutto, perché ne è la perfetta metafora: la performance di Cris Blanco è esattamente una miscela. Infatti Blanco, in The Vórtex Agitator, coniuga diversi linguaggi espressivi, e riesce a farlo con una cura artigianale sorprendente, oltreché con una spiccata ironia.

L’idea di partenza prevede una regista sull’onda dell’ispirazione che intende girare un film senza alcun budget, e si ritrova a farlo in scena, davanti agli spettatori, occupandosi (quasi sempre) da sola della telecamera, delle luci, delle scenografie, dei suoni, delle musiche, degli effetti speciali, dell’interpretazione. A mescolare ulteriormente le carte in tavola, dalle intenzioni della regista emerge una chiara inclinazione alla contaminazione tra generi cinematografici diversissimi: ciò che vuole raccontare è una storia d’amore, ma che sia allo stesso tempo anche un musical, un film di fantascienza, d’azione, horror, i cui personaggi siano dotati di superpoteri o provengano da contesti alieni, facendo riferimento ai grandi classici della storia del cinema, da Hitchcock a Star Wars, da Godard al Titanic.

In scena e in tempo reale, Blanco realizza un film che parla di una regista che vuole realizzare un film. Con un atteggiamento assolutamente spregiudicato riesce a svelare al pubblico una serie di trucchi cinematografici e a costruisce una meta-narrazione fatta di rimandi tra quanto accade in scena e quanto accade sullo schermo, e viceversa.

 

« BLOG » a cura dell’insegnamento di Istituzioni di Regia del Corso di Laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo del Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo – Sapienza Università di Roma.  

 

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